CLEAN BEAUTY E PAROLE UTILIZZATE

GREEN BEAUTY, CLEAN BEAUTY, NATURAL BEAUTY, ECO-BIO: FACCIAMO UN PO’ DI CHIAREZZA.

Queste parole sono entrate nell’uso quotidiano, le sentiamo spesso sia da parte di aziende della tradizionale cosmesi che si avvicinano a un approccio più green, sia dalle nuove aziende che da più di qualche anno si stanno facendo largo nel mondo beauty con una proposta diversa.

La verità però è che non sono termini molto specifici, indicano concetti spesso cavalcati dal marketing. Infatti, vogliono dire tutto e niente, vengono utilizzati in maniera generica per indicare un nuovo approccio, una diversa attenzione ad alcune tematiche e una tipologia di prodotto. Si usano dunque per comodità di semplificazione e per intendersi.

Complice di questa generalizzazione è la regolamentazione in questa specifica branca di settore, che non è molto chiara né troppo definita, diversa da Paese a Paese, ognuno con standard e regole differenti.

Gli Stati Uniti limitato circa una trentina di ingredienti dai prodotti per la cura personale, il Canada circa 600 mentre in Europa di parla di oltre 1.400. Quindi, quanto un ingrediente sia tossico dipende da che parte del mondo te lo chiedi.

Quindi al livello più elementare, possiamo dire che per prodotti di bellezza puliti generalmente si intende cosmetici che escludono ingredienti potenzialmente tossici e aggressivi, profumi sintetici, coloranti e plastificanti.

PAROLE E SIGNIFICATI

Vediamo brevemente quali parole vengono maggiormente utilizzate, e i loro reali significati.

  • Naturale: è il termine più abusato e forse meno idoneo allo scopo per il quale lo si utilizza. Tendenzialmente utilizzato per indicare cosmetici sicuri, ma in realtà naturale in non vuol dire sicuro, non vuol dire vegetale, non vuol dire sostenibile. Vuol dire semplicemente che lo si trova in natura, come il petrolio d’altronde. Senza contare che gli ingredienti naturali sono quelli che più frequentemente possono creare allergie o reazioni.
  • Clean Beauty: concetto che indica letteralmente pulito, ad indicare più che altro una filosofia, un movimento che vuole limitare il più possibile l’utilizzo di ingredienti sintetici e inquinanti, prediligendo ingredienti di origine vegetale, risorse e processi il più sostenibile possibile.
  • Organico: utilizzato ad indicare un prodotto nel quale la maggior parte degli ingredienti proviene da agricoltura biologica (dove cioè non si utilizzano sostanze di sintesi chimica, come diserbanti e insetticidi), che non contiene né conservanti né profumi sintetici, né parabeni e derivati petrolchimici. I prodotti biologici devono rispettare alcuni standard di preparazione, ovvero devono contenere come minimo il 95% di ingredienti naturali o di origine naturale (compresa la componente acquea), il 20% dei quali deve provenire da agricoltura biologica.
    Infine possono contenere una percentuale massima di additivi (che servono per stabilizzare e rendere gradevole il prodotto) pari al 2% del contenuto.
  • Vegan: prodotti che non contengono alcun ingrediente di origine animale. Attenzione: vegan non è sinonimo di prodotto eco-bio, può contenere qualsiasi componente purché non di origine animale, quindi anche paraffina o petrolato.
  • Eco: utilizzato per identificare quei cosmetici che hanno come priorità la scelta di ingredienti che provengono da fonti sostenibili, di origine vegetale e biologica, che vengono estratte con il minor impatto ambientale, utilizzando procedure non inquinanti. L’attenzione è rivolta sia alla formula che al packaging.

COME FARE A ORIENTARSI

Fortunatamente il trend della clean beauty sta portando a una diffusione delle informazioni, quindi il nostro consiglio è di non legarsi troppo ai termini ma di informarsi e approfondire, di evolvere e di scegliere, di fidarsi delle aziende che stanno esplorando e innovando nel campo della cosmesi plat based e dei rivenditori che fanno le valutazioni con serietà e accortezza.

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